Peter Lewis Geti

I'm a dreamer, I'm a ninja, I'm the fireball in the New Year's sky.

Maggio 9, 2013 5:02 pm
Internet e censura, nuovo round

Nella sua “Una storia della lettura”, Alberto Manguel racconta come «il potere ha sempre individuato nella lettura libera una minaccia, un atto esclusivo ed escludente potenzialmente pericoloso e rivoluzionario, il potere tende sempre a proporre l’immagine del lettore come uno snob egocentrico, aristocraticamente isolato, asociale… e i regimi totalitari tentano con ogni mezzo di controllare i lettori perché tutti i lettori sono potenzialmente dei sovversivi».

Maggio 8, 2013 5:16 pm
Dal DPEF al DEF: cosa è cambiato

Dal DPEF al DEF. Verso la fine degli anni ’80 si diffuse, nel nostro Paese, l’esigenza di una programmazione organica delle attività del Parlamento, tanto in ambito organizzativo quanto e soprattutto in materia economica. Venne così introdotto il Documento di Programmazione Economica Finanziaria (DPEF) attraverso il quale, per oltre un ventennio, le istanze governative trovarono sintesi nelle richieste di provenienza parlamentare. Trasponendo il programma di governo [quello su cui è stata concessa la fiducia del Parlamento all’inizio della legislatura, ndr] in termini di politica economica, il Governo si confronta con il Parlamento per delineare, congiuntamente le strategie di politica economica nazionali; tali strategie confluivano, a loro volta, nella legge finanziaria ed i relativi disegni di legge collegati. Per tale motivo, il DPEF veniva sottoposto all’esame parlamentare entro il 30 giugno, per essere poi approvato con risoluzione dalle Camere, vincolando così il Governo a filo doppio al rispetto dei parametri e delle strategie macroeconomiche condivise con l’organo legislativo. Con la riforma del sistema di contabilità pubblica nazionale del 2009, il DPEF lascia il posto alla DFP (Decisione di Finanza Pubblica) che non emetterà nemmeno un vagito, essendo ben presto soppiantata dal DEF, il Documento di economia e finanza, da presentare all’approvazione delle Camere entro il 10 aprile di ogni anno.

Aprile 4, 2013 11:55 am
Napolitano e l’accanimento terapeutico

La cronaca degli ultimi anni ci ha assuefatti all’utilizzo di locuzioni dal significato (letterale ed ideologico) molto forti come, ad esempio, “accanimento terapeutico”. Tale locuzione è solitamente utilizzata allorquando un paziente venga sottoposto a terapie volte al mantenimento in vita e non già alla guarigione da una patologia mortale. Il significato, indubbiamente ad alto impatto emotivo e sintattico, dell’”accanimento terapeutico”, ha iniziato a perdere la carica emotiva che portava con sé, entrando pacificamente nel linguaggio quotidiano, quasi fosse una pratica “normale” dinanzi a casi estremamente complessi. Questa breve premessa per arrivare a dire che, presto o tardi, la frattura diventa insanabile e che la pratica deve arrivare al termine, rassegnandosi nelle mani di un ineluttabile destino. A questo punto è ormai giunta la politica italiana. Il Presidente della Repubblica, con il suo comportamento, sta mettendo in atto un vero e proprio “accanimento terapeutico” verso un governo ormai non più legittimato che continua ad esercitare le proprie attribuzioni, sia pure nei limiti dell’ordinaria amministrazione, in regime di prorogatio.

11:54 am
Educazione civica e neo eletti

Le recenti dichiarazioni di alcuni nuovi parlamentari del Movimento 5 Stelle impongono una riflessione a tutto campo sui requisiti richiesti per venire eletti, con particolare attenzione al loro ruolo ed alle conoscenze (teoriche) sul Parlamento ed il sistema italiano. È noto come, ai sensi dell’articolo 1 della Costituzione italiana, «la sovranità appartiene al popolo», che si esprime attraverso i suoi rappresentanti, vale a dire i parlamentari. Il rapporto che si viene, quindi, ad instaurare tra cittadino ed eletto è estremamente delicato, in quanto al parlamentare viene affidato il gravoso compito di assumere le decisioni strategiche per il bene del Paese in nome e per conto degli elettori, sulla scorta della considerazione che la democrazia diretta, a lungo andare, rischierebbe di far disaffezionare i cittadini alla politica (in quanto verrebbero periodicamente chiamati ad esprimersi sui diversi argomenti all’ordine delle sedute parlamentari) nonché di allungare eccessivamente i tempi delle decisioni (prima di avviare un discussione in Parlamento, i rappresentanti dovrebbero ottenere le indicazioni di voto da parte dei rappresentati).

Marzo 29, 2013 1:10 pm
I COORDINATORI DI FAREAMBIENTE FESTEGGIANO LA PRIMAVERA

FareAmbiente Toscana assieme al coordinatore giovani Peter Geti e ai soci festeggiano la festa della primavera con piantumazione di nuovi alberi